E’ vero… Da noi, a Taranto, il freddo dura meno che in altri luoghi… Spesso arriva in ritardo, spesso dura solo qualche settimana e magari si alterna anche a giorni più miti. Eppure tutto questo non ci rende tranquilli per quelle persone che a Taranto non hanno una casa, non hanno un tetto sotto il quale rifugiarsi dalla pioggia o un letto caldo nel quale trascorrere la notte. Il freddo, quello vero, forse pochi di noi lo hanno conosciuto sul serio, per nostra fortuna. E ora che anche quest’anno è arrivato, puntuale o meno poco importa, ci chiediamo nuovamente cosa significherà per le persone senza fissa dimora. E’ a loro che va infatti il nostro pensiero. Lo scorso mese di febbraio, è trascorso addirittura quasi un anno, su sollecitazione della Protezione Civile e dell’Amministrazione comunale, l’Abfo allestì … in poche ore un Centro d’emergenza. E per circa un mese e mezzo l’impegno gratuito di tanti volontari, con turni h24, evitò che a Taranto morisse qualche persona più sfortunata, mantre in tutta Italia si contarono diversi decessi. Quest’anno abbiamo informato con largo anticipo le Istituzioni circa la difficoltà nel ripetere gli stessi servizi, alle stesse condizioni di tipo organizzativo. Abbiamo chiesto in mille occasioni una struttura adeguata per realizzare un Centro di solidarietà e gestione delle emergenze sociali, anche a costo zero per le amministrazioni pubbliche, ma non abbiamo visto concretizzarsi ancora nulla. E proprio oggi, o solo oggi, a seconda dei punti di vista, si è tenuto un importante incontro ufficiale, presso la Prefettura di Taranto, al quale ha partecipato l’Abfo, con Andrea Occhinegro e Don Francesco Mitidieri, la Polizia Ferroviaria di Taranto, la Direzione Servizi Sociali e, ovviamente, un rappresentante della Prefettura. Primo obiettivo raggiunto è stato quello di riconoscere che a Taranto non è in atto una semplice crisi, ma è una vera emergenza sociale, come stiamo ripetendo da tanto tempo. Ed è un’emergenza che riguarda non solo le oltre 50 persone senza fissa dimora che adesso rischieranno ancora una volta la vita per il freddo, ma anche le diverse centinaia (o migliaia ?) di famiglie in grande difficoltà. L’Abfo, in assenza di soluzioni alternative che peraltro, come è stato ufficialmente dichiarato oggi, mancano, si è dichiarata pronta ad intervenire con operatività immediata se una delle strutture già individuate gli scorsi mesi e inutilizzate da tanti, troppi anni, venisse assegnata per gestire l’emergenza freddo e le altre emergenze sociali, anzichè restare ancora chiusa ed esposta al degrado degli anni che trascorrono rapidi. Adesso abbiamo fatto veramente tutto il possibile, nella speranza che non muoia nessuno, che sia per il freddo o per la disperazione di non poter dare il latte ai propri figli…
