Ascoltare non è semplicemente sentire, ma comprendere, accogliere e dare valore alle parole e alle emozioni dell’altro. Quando si parla di minori in situazioni di fragilità, l’ascolto attivo diventa un elemento chiave per garantire il loro benessere e costruire percorsi di crescita che rispondano davvero ai loro bisogni.
In Abfo, l’ascolto attivo è alla base di ogni intervento rivolto ai minori. I bambini e gli adolescenti che frequentano i centri di Abfo spesso portano con sé vissuti complessi, storie di difficoltà economiche, sociali e familiari. Per questo, è fondamentale creare un ambiente in cui si sentano accolti, ascoltati e compresi. Qui entrano in gioco due figure essenziali: gli animatori e l'assistente sociale.
Gli animatori svolgono un ruolo di mediazione educativa, creando spazi di condivisione attraverso il gioco, il racconto e le attività laboratoriali. Non si limitano a organizzare momenti di svago, ma diventano punti di riferimento che aiutano i minori a esprimere emozioni, bisogni e desideri. Attraverso un rapporto basato sulla fiducia, riescono a captare segnali importanti che possono indicare disagi o difficoltà nascoste.
L'assistente sociale, invece, lavora per tradurre questi segnali in interventi concreti. Analizza i bisogni individuali e familiari, attiva reti di supporto e collabora con scuole e istituzioni per offrire risposte mirate. Grazie al loro lavoro, i minori non solo ricevono un sostegno immediato, ma vengono accompagnati in un percorso di crescita che tiene conto delle loro esigenze specifiche.
L’alleanza tra opertatori permette di costruire interventi integrati, in cui l’ascolto diventa il punto di partenza per ogni azione. Solo comprendendo a fondo i bisogni dei minori si possono offrire risposte adeguate e dare loro la possibilità di immaginare e costruire un futuro migliore.
Abfo continua a investire in questa direzione, con la consapevolezza che ascoltare con attenzione e rispetto sia il primo passo per fare la differenza nella vita di ogni bambino.
