I sogni si avverano, soprattutto se a sognare si è in tanti. L’episodio che stiamo per raccontare sembra essere uscito dalla penna di Dickens. In realtà, storie come questa attraversano il mondo anche nel terzo millennio; ancor più in questo momento di grave emergenza sanitaria ed economica.
Qualche giorno prima del Natale, l’Abfo ha ricevuto una telefonata particolare. Parole di sofferenza di un uomo che chiameremo Giorgio, a tutela della sua privacy, un pescatore, ma solo occasionalmente. Giorgio ha due figli maschi, Fabio e Mario, sempre nomi di fantasia e tanta dignità, la stessa che ha insegnato anche ai bambini. Giorgio racconta la condizione di disagio economico nella quale la sua famiglia vive. La sua famiglia può contare solo sul suo piccolo reddito di cittadinanza, certamente insufficiente per fronteggiare tutte le spese. Né Giorgio, né sua moglie vorrebbero deludere i loro figli, proprio il giorno di Natale. I piccoli conoscono i problemi della famiglia, ma non se ne lamentano. Semplicemente comprendono e, anzi, spesso confortano i genitori. Giorgio sa che i suoi figli e soprattutto Mario, il più piccolo, desiderano da tempo una bicicletta, ma sa anche che non può acquistarne. Non riesce a chiedere aiuto. Capisce però che quella bicicletta è un sogno che non può essere spezzato e finalmente decide di telefonare. La richiesta d’aiuto arriva all’Abfo piuttosto tardi, a poche ore dal 25 dicembre. Non chiede due biciclette nuove. Ne chiede solo una, per entrambi i bambini, la chiede usata e magari anche da riparare. I volontari dell’Abfo si mettono al lavoro, a Giorgio non assicurano nulla se non il loro impegno.
Si innescano rapidamente una serie di contatti, un passaparola e l’appello raggiunge un commerciante in articoli per il ciclismo e la sua compagna. In breve la decisione è presa: saranno loro a donare le bici. Il regalo diventa una palestra di solidarietà: il commerciante sistema le due bici, la compagna le personalizza e suo figlio decide di regalare il suo caschetto personale al bimbo più piccolo, suo coetaneo, che potrebbe diventare un suo compagno di giochi.
Le iniziative per il Natale, soprattutto grazie alle donazioni, sono dunque servite anche a questo. A realizzare i sogni di tanti bambini. I loro desideri hanno raggiunto altre persone che, a loro volta, hanno cominciato a desiderare. Di donare. La gioia è stata grande, nel dare e nel ricevere, per tutti loro.
Viene alla memoria la celebre scena del film ET, con Elliott e i suoi amici che montano sulle loro biciclette e si alzano in volo per salvare l’alieno dagli adulti. Un omaggio di Spielberg a Vittorio De Sica che, in Miracolo a Milano, aveva fatto decollare i protagonisti della pellicola, in piazza Duomo, a cavallo delle scope. La bicicletta è da sempre sinonimo di libertà. Allo stesso modo lo è la solidarietà.
.Non si fanno miracoli, se non con il cuore.
