Dal diario di un concorrente di #bakeoffitalia.
“Esperienza tosta. E certamente non dimenticherò mai questa mattina: l'emozione, il timore e anche la paura, perché quando si aprono i cancelli, si richiudono alle spalle, e si sente il rumore delle serrature che con più giri rumorosi garantiscono che sia tutto perfettamente chiuso, un po' di angoscia è inevitabile.
Non sapevo cosa ci fosse dentro.
Al di là del muro ci sono persone, non reati, che hanno una storia un bagaglio e pesi difficili da portare. C'è vita, speranza, voglia di riscatto, bisogno di essere "visti" e non giudicati.
Gli esseri umani sbagliano TUTTI e alcuni commettono atti terribili, qualcuno si pentirà qualcun altro no anzi uscendo ritornerà a commettere gli stessi sbagli se non peggio, ma al di là del muro esiste ed è tangibile una speranza, una voglia di riscatto, e sembra un paradosso che tutto questo si percepisca così forte in un luogo in cui la libertà è apparentemente privata.
Subito dopo essere entrati ci si spoglia di tutti i metalli. Non solo telefonini e borsa, ma soprattutto giudizio e condanna, perché per qualcuno quel destino, che sembra segnato ed ineluttabile, cambi verso il bene e la strada della rinascita. Sono forse in pochi quelli che si salveranno ahimè, ma anche fosse solo uno su mille, tendere una mano da parte di chi ha amore da donare è un dovere morale irrinunciabile!
Al di là del muro ci sono fratelli e sorelle come noi, vittime soprattutto della mancanza d’amore. Perché si riconduce sempre tutto all’amore ricevuto e a quello che si ha la capacità di donare.
Su una delle porte c’era il segno della bilancia. Un simbolo di giustizia ed equità. Quel simbolo mi ha ricordato che siamo tutti uguali. Quello che abbiamo commesso oltre quella porta appartiene al passato. Ed è chiuso alle spalle.
Tutti uguali.
Me compresa. Nessuna distinzione. Nessun giudizio. Nessun reato. Solo uomini e donne LIBERI di scegliere come continuare questa esistenza. Esattamente come me sostanzialmente. Come noi.
Attualmente le idee sono ancora confuse.
Esperienza tosta. Detto e ridetto. E riflettevo sul concetto di libertà li dentro. La sensazione che più mi ha sconvolto è il senso del tempo. Sembrava sospeso. Per ora non riesco a comunicarlo diversamente. Provo a fare un po’ di ordine nei pensieri. E a diventare più brava a fare scivolare alcune emozioni.
Una piccola storia però mi va di raccontarla. Mentre insegnavo a Luca come usare la saccapoche per decorare una torta mi ha chiesto come fosse iniziata questa mia passione che mi ha poi portata a bakeoff (programma che lui aspetta ogni venerdì sera dalla sala comune del carcere dove c’è la tv).
Gli ho detto che ho iniziato a ‘pasticciare’ durante il lockdown. Prima della pandemia non sapevo fare neanche un pan di Spagna ma non appena ho avuto tanto tempo a disposizione mi sono chiesta cosa potessi fare per non sprecarlo e ho iniziato a fare pasticceria.
Luca mi ha guardato con occhi lucidi e mi ha detto ‘questo tempo qui dentro è il mio lockdown e neanche io voglio sprecarlo’.”
Da oggi parte la campagna benefica relativa che vedrà al centro i panettoni artigianali prodotti nel laboratorio di pasticceria della casa circondariale, gestito dalla cooperativa sociale “Noi & Voi”. Il ricavato dalla vendita sarà in parte devoluto ad attività di volontariato, quest’anno l’Abfo (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro) e il progetto ‘Lievito’. Quest’ultimo è stato ideato da pasticcieri partecipanti all’undicesima edizione di “Bake Off- Dolci in forno”, la gara culinaria tra pasticcieri amatoriali trasmessa su Real Time. Si tratta di Eleonora Occhinegro, Davide Cavasin, Maurizio Santanniello e Roberta Caruso, che hanno tenuto una masterclass con i detenuti del laboratorio da cui è scaturita la realizzazione di un prodotto particolarmente pregiato, cioè il panettone al gusto di fichi e cioccolato.
