20 gennaio 2008 – Un’emozione grande… da saltare

Un famoso regista in un suo celebre film dice che la vita è come le pagine di un libro…sono poche quelle che cambiano il corso della storia e la segnano, il resto fanno solo volume.

Oggi insieme ad alcuni cari amici (che dopo aver condiviso quest’esperienza sono ancora più cari e soprattutto ancora più amici) ho vissuto una di queste pagine.

Con alcune ‘famiglie amiche’ del servizio a.b.f.o. bambini abbiamo assistito ad uno spettacolo al circo.
Nella mia vita ho vissuto tante esperienze…alcune meravigliose, altre, come è normale, molto meno belle e dolorose…eppure nonostante questa continua e incessante altalena di emozioni che è la vita, non mi è mai capitato di saltare per un’emozione.
Sì, di saltare.

Saltare di gioia come faceva oggi pomeriggio la piccola Sara che ha sempre sognato di fare la cavallerizza, ma lei un cavallo non l’aveva mai visto prima di oggi.

Saltare di gioia come faceva Francesca quando il clown con quel suo naso rosso rosso e quegli occhiali grandi e colorati faceva il suo spettacolo.

Sorridere col cuore come faceva il grande Marco nel vedere la sua famiglia per la prima volta tutta insieme fuori da quella casa dimenticando, anche se solo per un pomeriggio, che in quella stessa casa quando piove, così come succedeva stasera, l’acqua attraversa il soffitto.

Saltare di gioia come faceva la dolcissima Monica nel vedere il giocoliere che faceva lo spettacolo pirotecnico quando meno di un mese fa il suo papà, in un folle disperato gesto, aveva provato davanti palazzo di città a darsi fuoco.
Ma quello non era un gioco.
E quella volta non le era piaciuto affatto.

Una sera una signora che assistiamo con la nostra associazione ci disse nel suo tipico parlare dialettale e con quel suo caratteristico intercalare ‘senti a zi’, s vù facit ‘sta fatja è piccè pur vù avit passat l uaj. Piccè sol a ci ten n’amarezz indr po’ capì ci soffr.’

Fa ancora male dirlo, ma se è vero che solo attraversando la porta del dolore si può essere vicino a chi soffre, oggi sono fiera di aver attraversato quella porta e di aver vissuto quei terribili giorni in cui ho creduto che il dolore e il male ormai avevano vinto. Invece il male e il dolore non vincono mai se non gliene diamo la possibilità. E non era affatto vera quella sensazione, che si avverte quando si soffre, che è tutto finito…quei dolori e quei pianti sono invece simili a chi viene al mondo…
Perché tutto è iniziato così.
E io stavo imparando, insieme a quei bambini, a saltare di gioia come mai avevo fatto.

Eleonora
Volontaria del Servizio Abfo-Bambini

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