Servizi di volontariato
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Da un po’ di anni, ormai, una sera alla settimana esco in missione notturna con altri quattro amici, volontari dell’Abfo. Anni in cui ho visto tanta gente soffrire e qualche volta anche morire. Ognuno di loro con un bagaglio di vita vissuta, nella quale noi volontari cerchiamo di entrare in punta di piedi, non per curiosità, ma con il solo desiderio di dare amore e, per quanto possibile, qualcosa di materiale.
Mi è capitato di dovermi chinare in una doccia ad insaponare dei piedi stanchi, a pettinare un capo bisognoso di carezze, ad asciugare qualche lacrima, ad accarezzare una mano ruvida perché inaridita dal vento, dal sole, da tutto quello che un “senza fissa dimora” incontra ogni giorno vivendo la dura realtà della strada.
La lezione più vera l’ho avuta da un ragazzo che per un bel po’ di tempo ha dormito in stazione e che nessuno di noi mai è riuscito ad avvicinare, tanto che, per intenderlo, tra di noi lo chiamavamo “Mister X”.
Ogni volta che lo incontravo mi batteva forte il cuore: così somigliante a mio figlio!
Mio figlio….
Era andato via di casa sbattendo la porta e di lui riuscivo a sapere qualcosa tramite qualche amico.
“Mister X” sembrava avere la sua stessa età, stesso colore di carnagione, stesso taglio di capelli, con le sue scarpe sempre così ben pulite.
Pregavo tanto per loro.
Dopo più di un anno, un pomeriggio, mio figlio tornò a casa, definitivamente.
“Mister X”, in stazione, non l’ha visto più nessuno.
Forse un caso o una mia convinzione? Ma chi era davvero? Forse solo la mia coscienza, pronta a ricordarmi che ogni volta che incontro qualcuno che soffre non posso dimenticare che lì, al suo posto, potrebbe esserci mio padre, mi sorella, mio figlio e che attraverso loro è possibile ritrovare il volto vero di Dio che mi chiede di dare amore.
Una volontaria.